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RACCONTI   VARI

 

 

Uragano


Sapete quando cerco un po` di pace e tranquillita`durante
periodi particolarmente difficili. Nel trambusto della vita giornaliera
tra continui suoni distrazioni  e rumori non vorrei sentire nemmeno il
telefono squillare.
Questa volta pero` l’ho avuta anche troppo la pace senza cercarla.  Tutto comincio` venerdi sera scorso con un temporale di
vento e pioggia che presto divenne uragano. Sabato mattina l’urgano
era in piena forza. Il vento ululava furioso con folate di circa 70 miglia
l’ora e la pioggia batteva sui vetri con fragore.
Mi rappresentava quando da lontano ulula il vento dalle cime dei monti e scendeva a raffiche verso il paese. Piu` si avvicina piu` sibilava
rabbioso. poi si abbatteva con un boato sui tetti e si portava via qualche
tegola che pericolosamente cadeva per le vie del paese. Dovete immaginare che le nostre case sono fatte di stucco ,legno e cartongesso . Sono rifinite dentro e fuori ugualmente come in Italia
ma fiacche se si prende in considerazione che in Italia sono fatte di
blocchi e mattoni.
Piu` passava il tempo piu` il vento e la pioggia incalzavano. Cominciai a
sospettare che la forza del vento avrebbe abbattuto qualche albero e si sarebbe abbattuto sui fili elettrici e in qualche zona si avremmo persa l’elettricita`. Gli alberi nel mio vicinato sono enormi e quando cadono fanno danno. Sabato pomeriggio cominciai ad innervosirmi perche` l’uragano non dava segno di rallentare.
Alle due del pomeriggio  perdemmo l’elettricita`. Niente paura dissi, tra un ora massimo tornera` tutto normale. Senza elettricita` non avevo tv, pc, tel. Il cellulare funziono` per un po` di tempo poi, non potendo
ricaricarlo, fece silenzio anche lui. Passarono le ore e si fece buio il
temporale continuava e la luce non tornava.  La pioggia veniva giu` a
catinelle. Il vento continuava a sibilare. Ripensai a mio padre quando
durante notti di bufera tendeva l’orecchio per sentire l’ululato dei lupi
che si avvicinvano al paese.
La mia amica Linda che abita affianco anche lei sola e al buio si
affaccio`all’uscio e mi invito` a casa sua.  Accettai con piacere.
Almeno Il suo cellulare funzionava. Feci le chiamate obbligatorie alla
famiglia che non temessero perche  ero con Linda.  Sentimmo il primo albero schiantarsi non lontano.
Dopo venni a sapere  che la forza del vento lo aveva sradicato e si era
abbattuto sulla auto e la casa. L’auto completamente distrutta, la casa
danneggiata . La famiglia illesa. La situazione si faceva paurosa. Da
lontano le sirene davano l’allarme. Nel buio suonava anche piu`spaventevole.
La mia amica comincio` a ridere nervosamente, io rabbrividii. Le sirene cosi le avevo sentite tanto tempo fa quando ancora bambina la guerra arrivo` a Settefrati. Allora nonna mi prendeva la mano e
la stringeva tra le sue per rassicurarmi.
Poco dopo la mia amica  telefono` alla compagnia elettrica per informazioni. Apprese che avevano dovuto ritirare gli operai addetti a riparare I fili perche` la situazione si era fatta troppo pericolosa. C’erano alberi che si abbattevano in tutta la citta` e fili elettrici vivi pendevano dai rami. Stanotte non sarebbe stato possibile proseguire , forse avrebbero ripreso domani al piu` presto.
Le sirene continuavano a suonare l’allarme.
Poco dopo arrivo` al cellulare il segnale  “code red” dall’aministrazione.
Piu` serio di cosi………..  code red e` il massimo del pericolo della
situazione. Ed ora? Pensavo ai figli sperando che stavano bene. La forza della natura e` spaventosa  , non ha confine ne`riguardo per nessuno, ricco o povero.
Con Linda parlavamo nervosamente ridevamo per non piangere.
Notai che ogni tanto andava in cucina e tornava con un bicchiere di vino o birra. Era il suo modo di restare calma. “No grazie” dissi quando mi offri anche a me. Arrivo` un altro “code red”, la Croce Rossa aveva aperto centri dove avevano il proprio generatore elettrico e potevano ospitare una quantita di gente. Il problema era come arrivarci. Linda mezza brilla e poco conscia della situazione annuncio` che lei andava a nanna.
Inutile spiegarle, non lo avrebbe capito. Io me ne andai. Quei pochi passi che dovetti fare furono difficili. Un fiume d’acqua correva per la via allagata e mi bagnai fino alle caviglie. Dovetti aggrapparmi alla
staccionata per non farmi abbattere dal vento . A casa il buio profondo era inquietante. Avevo la pila, accesi le candele in ogni stanza al primo piano.
Fa freddo, metto la vestaglia pesante sopra i vestiti. Decido di starmene
sul sofa` avvolta in una coperta. La tremula luce delle candele mandava
strane ombre sui muri. Porte e finestre si scuotevano sotto la forza del vento.
La notte sarebbe stata lunga e agitata. Verso mezzanotte arrivo` stridente e con luci rosse pulsanti   l’unità  pronto soccorso”.
Bussano alle porte per assicurarsi che stiamo bene e se qualcuno ha bisogno di essere trasportato all` ospedale. Sarebbero rimasti in servizio tutta la notte.
Rassicurata che non ero copletamente sola mi assopii. Quando mi svegliai albeggiava.Tirai un sospiro di sollievo. Il vento si era calmato e piovigginava.
L’uragano aveva lasciato la sua impronta sulla mia citta` e altre vicine.
Grandi alberi demoliti , rovi, terrazze, finestre , tegole case danneggiate.
Quattro morti e feriti. La mia casa anche danneggiata ma riparabile.
Sara stato uno dei più forti uragani abbattutisi sulla zone del Connecticut ,New York, New Jersey . Verso il pomeriggio arrivo` mia figlia per assicurarsi che stavo bene . La sera arrivo anche l’altra con  mio genero e mio nipote. Tutti erano ok.
Ancora tutto buio l’elettricita` non tornera` per qualche giorno.
Non abbiamo tv, ne` telefono,ne` pc. Tutto silenzio. E la quiete che solo
pochi giorni prima avevo tanto desiderato ora snervava. Se almeno
squillasse il telefono ………..
La luce da me `e` tornata lunedi sera. il telefono e` tornato a squllare ,il
pc a funzionare e la tv a trasmettere.

Viva le moderna comodita`.

 

Delia Socci Skidmore