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RITORNO A SETTEFRATI  

 

 

 

SAGNE E FAGIOLI 

 

Ogni anno come per tradizione che dura da molti anni festeggiamo al club settefratese la "Sagra delle Sagne e Fagioli". in occasione con la stessa festa che si fa al  paese. E' un legame  di tradizione che ci unisce e ci fa sentire tanto vicini. Quest’anno mi godero` la sagna e fagioli al fresco, davanti casa mia.

I preparativi iniziano molto prima della data. I soci della Pro Loco si organizzano bene per far scorrere la serata senza problemi considerando che circa  3.000 mila persone affollano  il piccolo paese  per l’occasione. La sagna viene cotta all'aperto dietro la chiesa all'ombra della Torre Medievale.  Si prepara il fuoco con cataste di legna dal mattino. Verso il pomeriggio la fiamma arde e scoppietta sotto gli enormi paioli bollenti.

Al momento giusto e non prima, gli esperti cuochi “calano” la sagne nell’acqua. Si radunano attorno ai paioli guardano l’acqua bollire, prendono turni  a mescolare. Voltano e risvoltano fin quando e`cotta a perfezione 

Sui banconi sistemati vicino, sono gia` pronte le pentole che verranno usate per  portare il cibo giu` in piazza alla folla che aspetta. All’inizio della scalinata vengono sistemati una fila di tavoli gestiti da uomini e donne armati di mestoli e cucchiaioni per servire il popolo. Alcune delle  donne  per tenersi con lo spirito  della serata indossano vecchi e colorati costumi di ciociara. Arriva il primo pentolone portato da due belle ragazze in costume. Alla vista delle donne  gli spettatori battono le mani e in fila si avviano a riempirsi i piatti e degustare le deliziose vivande.

 L’orchestrina e cantanti intonano musica popolare. Il gelataio  parcheggiato non lontano fa buon affari anche lui.

 Pero` non manca mai chi crede di essere piu` importante dell’altro e spinge per mettersi in prima fila e non fare la coda. All’inizio della scalinata vengono sistemati una fila di tavoli gestiti

Qualcuno protesta, le donne si rifiutano di servire , ma insiste  e lo fanno passare.

L’aroma pungente del buon cibo si spande per tutta la piazza affollata. C`e chi siede ai tavolini del bar, chi ai sedili, chi all’orlo del fontanone e non importa se l'acqua spruzza addosso, tanto fa caldo.

Quest’anno, come sempre, la piazzetta davanti a casa anche e` affollata piu` del solito.  Ho messo fuori ogni sedia che ho in casa per il comfort dei miei amici.  L’amica N. era gia` salita “in sul calar del sole,” per prendere il suo posto preferito davanti a  tutti. N, anziana, tarchia e grassa ma ancora con un bel viso e chiacchierona ” novellando vien del suo buon tempo ed ancor sana e snella solea danzar la sera intra di quei ch'ebbe compagni nell'età piú bella.”  Non c`e poesia piu` bella per dipingere il quadretto davanti  a casa stasera. Par di sentire il belato del gregge che torna all’ovile. Il pastore che lo segue con l’ombrellone a tracollo e la giacca buttata su una spalla fischiettando allegramente. Par di vedere il vaccaro che torna con i buoi a fronte alta e soddisfatta dopo l’aratura.     

N. infatti rievoca la sua lontana gioventu`quando ancora giovane e bella tornava la sera dai campi con l’asinello carico e la cesta in testa,  passava in piazza timida e mesta  senza guardare a nessuno come le aveva detto la mamma. Ma stasera parla e guarda  tutti. Non le sfugge niente.  Infatti ad ogni persona  che passa gli chiede di portarle un piatto di sagne e fagioli. Poi si volta a me e mi chiede una pentolina

“ De` la tie` na marmettella”? le do la pentolina dice che questa va meglio del piatto.

I miei ospiti si son portati piatti  e pentoline che stasera porteranno a casa piene del buon cibo. Tanto e` ottimo anche domani riscaldato.

In piazza la musica suona melodiosi canzoni ed i presenti cantano e ballano. Si avvicina  qualche fotografo e comincia a scattare .Non credo che ci sia una foto di Settefrati senza la dolce casetta mia. 

Siamo in un ambiente di  relax  si sta bene in compagnia. Restiamo fino  a tardi ovvero a presto, facciamo le ore piccole.  Ci ritiriamo ma molta gente resta in piazza.

                                      

 

 

 

Delia Socci Skidmore