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 UN MATRIMONIO DI ALTRI TEMPI  

 

LE TRATTATIVE

 

Quando mio padre Alberto aveva iniziato a corteggiare  mia madre, Triestina la madre di lei , nonna Lucia era contraria e si opponeva con tutte le sue forze.

 Macia, come chiamavano tutti noi nipoti nonna Lucia , era convinta che mio padre era troppo “vecchio” per la piu` giovane delle sue cinque figlie e non approvava il corteggiamento.

Mio padre,  si era innammorato di mia madre quando tutti i giorni la osservava andare alla fontana col secchio a prendere l’acqua pura e fresca dalle sorgenti del Melfa. A volte beveva la fresca acqua zambilante facendo le mani a coppa.

Alberto l’ammirava da lontano e gli piaceva che Triestina non guardava nessuno. Secchio in mano lo riempiva, poi prendeva il manico con ambo le mani, saliva le scale, passava sotto il portico e giu` fino a casa .

Gli era piaciuto quel suo modo di noncuranza verso la gente in piazza.

Dopo passati tanti anni mio padre  ricordava ancora come era vestita.

In particolare ricordava le calze di filo sopra il ginocchio che erano tenute ferme con la piccola cinta di elastico.

L’ammiro` a lungo prima che le mandasse` il “messaggio” che voleva parlarle.

Triestina rifiuto`. Mio padre insistette, le fece sapere che lui era una persona seria con serie intenzioni verso di lei. Le mando` il messaggio una mattina di domenica mentre era  a messa. La cugina di mio padre fu il messagero. Triestina rifiuto` ancora. Accetto` la sua corte

solo quando Alberto le promise che  desiderava parlare con sua madre.

Ci volle un bel po` di tempo, dice mamma, per convincere nonna a ricevere mio padre. Mio padre aveva 27 anni era piu`grande di età  e mamma poco piu`di una ragazzina. Non solo, papa`doveva tornare in Africa per liquidare il business che aveva: questo significava  che non avrebbero potuto sposarsi quando nonna avrebbe voluto. Per Macia queste erano tutte buone ragioni per continuare a tenerlo lontano da mamma.

Fu necessario  l’intervento di nonna Rosa, madre amata di mio padre a convincere nonna Lucia che il figlio, Alberto, aveva intenzioni serie e voleva sposare mia madre anche subito. Macia non voleva sentire storie.

 Continuava a dire a mio padre che a lui ci voleva la moglie e se la fosse trovata, Triestina non era per lui. 

Alberto per assicurare la signora Lucia che le sue intezioni erano serie si reco`con sua madre Rosa da Lucia e propose di sposare Triestina subito anche prima che tornava In Africa . Spiego` alla futura suocera che stava abbastanza bene finaziariamente e Triestina a casa sua avrebbe fatta la signora con sua madre Rosa.

Lui, sarebbe tornato in Africa per pochi mesi, avrebbe chiuso

il business e ritornato il piu` presto possibile. Per mamma Lucia questo fu un altra bella scusa per riaprire l’argomento e continuare ad opporsi al matrimonio della figlia con un “vecchio”come lei chiamava Alberto. Lucia donna severa di carattere inflessibile domando` dove sarebbe vissuta sua figlia mentre lui non c’era. Alberto incoraggiato dal tono di nonna che lui interpreto` come arrendevole, rispose subito che la sua sposa sarebbe vissuta con sua madre che l’avrebbe tenuta come una figlia “ nella pianta della mano”. Sorridendo aspetto’ la risposta sicuramente positiva.

Invece  non aveva nemmeno lontanamente individuato il forte carattere della futura suocera e l’avversita`che aveva per questo bel giovane innammorato di sua figlia che avrebbe fatto qualsiasi cosa pur di farla sua sposa. Macia resisteva a dare il suo consenso ad ogni turno ed ogni buona scusa che trovava per allontanare mio padre da mia madre se ne serviva. Indignata rispose ad Alberto che non aveva nessuna intenzione di mandare sua figlia ad abitare con un altra donna mentre lei era la mamma. Disse che Triestina stava benissimo a casa sua.

Lucia donna con  perfetto  autocontrollo rispose con tutta la calma di cui era famosa che poteva andare dove voleva. Se al suo ritorno  la trovava  ancora “giovane”, (cosi dicevano delle ragazze non sposate), poteva sposarla se poi trovava Triestina sposata  lui  poteva benissimo sposare chi voleva a lei non interessava niente. Chissa` forse siccome era rimasta solo lei a casa, mentre le altre erano tutte gia sposate, le era difficile lasciarla andare facilmente e forse non avrebbe ceduto nemmeno al principe azzurro. O forse le dava fastidio affidare l’ultima sua figlia ad un altra donna e non avrebbe esercitato su mia madre tutto quel controllo di cui era famosa.

Esasperato e scoraggiato mio padre si volse verso nonna Lucia

e disse “ za Luci,( I giovani chiamavano tutti gli anziani za zio/a), Io desidero sposare tua figlia col tuo consenso e con tutte le regole civili e religiose. Ma se continui ad opporti a tutto,Io,Triestina, la sposero`anche senza il tuo consenso. Potrei solo immaginare il viso di Macia a sentirsi parlare cosi da un giovane . Certamente non aveva un sorriso sulle labbra.

Fu mamma Rosa  ad intervenire. Ragiono` con macia le disse che comprendeva la sua esitazione per un matrimonio  fatto in fretta. Aggiunse che suo figlio Alberto era il piu` bravo dei suoi sette figli, avrebbe trattata Triestina con amore e rispetto e avrebbe onorata ogni decisione che tra loro potevano fare. Mentre le due donne progettavano il futuro dei figli, mio padre fece qualche passo verso mia madre che durante tutta la serata era rimasta seduta in un cantuccio dell’ampia cucina col capo chino. Ma anche se non lo ha mai detto dubito se ogni tanto ella non dava qualche dolce occhiata a mio padre . Mio padre si fermo` vicino a mamma , ma non disse niente. Le due donne conclusero le trattative e si fisso` la data dello sposalizio dopo che Alberto tornava. Ma non senza un secco “ se ce la trovi” da Macia.

 

 Delia Socci Skidmore