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IL PADRE DI DELIA 

 

  LE STAGIONI

L’inverno era arrivato e cosi anche il freddo gelido. Chi ha vissuto nei monti o in paesi circondati da montagne sa quando aspro il freddo si fa sentire. Il vento con forte raffiche si abbatteva sugli alberi e ululava come una belva feroce. E` la  tramontana_ dicevano i vecchi . Le folate di vento creavano turbini di neve minutissima che accecava ed era impossibile camminare per le strade del paese. I cipressi del Camposanto oscillavano e emettevano un lamento mesto e triste.

La gente si rifugiava in casa attorno alla fiamma schioppentante del camino.  Ma anche il caldo del focolare riscaldava solo davanti ma le spalle erano sempre gelate. Chi aveva il braciere lo metteva nelle stanze da letto. Mia nonna aveva lo scaldaletto e prima di andare a dormire riscaldava lenzuola e coperte. Appena ti mettevi al letto si stava bene ma poi si raffreddavano anche le coperte e si gelava di nuovo. Ma non quest’anno non per noi.  Quest’anno era diverso il tramezzo e la porta chiusa contenevano il calore del fuoco e si stava bene anche se non si sedeva davanti  al camino. No, non era cosi come avevo pensato io. Mio padre non aveva esagerato costruendo il muro tra l’entrata e la cucina.  Lo aveva fatto anche per ripararci dai duri inverni. Si curava di noi della famiglia e faceva tutto il possibile per tenerci confortevoli. Non solo, piu`in la` aquisto` anche una bella stufa a legna e cambio` la nostra vita per il meglio. Il calore della stufa saliva anche alle camere da letto ed ora dormire l’inverno era confortevole. Quando a sera mi mettevo a letto al calduccio sentivo sensi di colpa per aver giudicato male.

Allora rinnovavo le mie preghiere e lo raccomandavo al Signore.  Passo` l’inverno ed entro` la beata primavera. Era un piacere affacciarsi sulla terrazza e ammirare i prati verdi trapuntati di fiorellini gialli e gli alberi in fiore.  I campi erano arati , i solchi dritti affilati e le zolle scure  preparate  per la semina. Quest’anno si sarebbero tenute le elezioni per eleggere un nuovo sindaco. A mio padre non andava la politica ma questa volta fece una eccezione. Nel suo modo sempre tanto riservato fece del suo meglio e appoggio` la candidatura del suo amico. Si erano tenuti comizi e riunioni e quel particolare candidato prometteva bene e anche meglio aveva piani per creare un cantiere di lavoro e alleviare la disoccupazione.Il candidato fu eletto con facilita`. Mise anche in pratica le promesse di creare lavoro non solo per la disoccupati ma anche per fare fronte all’emigrazione che gia`era iniziata e si parlava gia`tanto della Terra Promessa.

A casa nostra non si parlava di emigrare.  Erano iniziati i lavori per la strada carrozzabile che portava al Santuario di Canneto. A mio padre e mio zio era stato concesso l’appalto di trasporto di materiale per la strada,rifornimenti e trasporto operai.  Il nostro futuro era assicurato

 Delia Socci Skidmore